Synergy Design e I Bambini delle Fate:

vent’anni di inclusione.
Noi ci siamo!

Ci sono decisioni aziendali che nascono da un calcolo, e poi ce ne sono alcune che nascono da una convinzione.

Abbiamo scelto di aderire a I Bambini delle Fate, l’impresa sociale fondata nel 2005 da Franco Antonello — imprenditore veneto e papà di Andrea, ragazzo con autismo — che da vent’anni finanzia in modo continuativo progetti di inclusione sociale a beneficio di bambini, ragazzi e famiglie che affrontano ogni giorno la sfida dell’autismo e di altre disabilità.

In Italia sono circa 500.000 le famiglie che vivono questa realtà ogni giorno.

I Bambini delle Fate non gestisce strutture né eroga servizi diretti. Il suo modello è diverso: raccoglie fondi in modo continuativo coinvolgendo aziende e privati, e li distribuisce alle associazioni locali partner che realizzano i progetti sul territorio. Questo approccio ci ha convinto per un motivo preciso: non si tratta di un contributo una tantum, ma di un accompagnamento nel tempo. Esattamente il tipo di presenza in cui crediamo anche nel nostro lavoro quotidiano.

Perché lo abbiamo fatto

Chi lavora nel design lo sa: il progetto più riuscito non è quello più bello, ma quello che migliora davvero la vita di chi lo usa. È una convinzione che portiamo nel nostro lavoro di progettazione ogni giorno.

Aderire a I Bambini delle Fate è stato un passo coerente con quello in cui crediamo. Operiamo in questo territorio da anni, lavoriamo con aziende e con persone concrete, e sappiamo che fare impresa vuol dire anche fare parte di una comunità. Quella comunità comprende anche le famiglie italiane che ogni giorno affrontano la realtà dell’autismo e della disabilità.

Abbiamo scelto questo percorso perché, quando hai trovato un modo di lavorare in cui credi, è naturale cercare lo stesso rigore e la stessa coerenza anche fuori dall’ufficio.

Vuoi saperne di più?

Puoi scoprire i progetti attivi, le associazioni partner e il lavoro di I Bambini delle Fate direttamente sul loro sito. 🌐 ibambinidellefate.it

E se conosci una famiglia che potrebbe beneficiare di questi progetti o un’azienda che vuole unirsi, passa parola.